Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo comunicato stampa dell’Ass. animalista “Gabbie vuote”. Ci dissociamo anche noi da un concetto errato di tolleranza religiosa e falsa laicità che fa derogare ai principi giuridici civili in nome di una falsa libertà religiosa che nulla ha a che fare con i principi dell’Islam.

Gentili signori

ci dissociamo da quella categoria di disumani, che hanno inteso rendere giustizia ai due rom musulmani assolvendoli per le sevizie inflitte a un innocente capretto secondo quanto letto nell’articolo della Stampa del 9 maggio http://www.lastampa.it/2016/05/09/italia/cronache/crudelt-sugli-animali-assolti-due-macellai-musulmani-xnGpJAN46vAEPz7OcGjUxL/pagina.html
Secondo la loro cartesiana, anacronistica interpretazione della giustizia, supportata dalla freddezza e dall’assoluta indifferenza per l’atroce morte a cui è stata condannata una creatura indifesa e innocente, la fede o, peggio, la spiritualità, prevale sulla giustizia.

Ma quale spiritualità può scaturire dal gesto di impugnare un coltello, tagliare la gola, appendere a testa in giù un docile capretto e lasciarlo dissanguare mentre agonizza per ore? Quale spiritualità, quale bontà, quale poesia, quale altro qualsiasi sentimento elevato si può riscontrare in un gesto tanto barbaro, sia quello di chi l’ha compiuto, sia quello di chi ha assolto?

Come tanti Ponzio Pilato i giudici si sono lavati le mani appellandosi a labirintiche assurdità. “La fede prevale”.
Allora il principio si adatta bene anche ai terroristi dell’ISIS che dovrebbero essere assolti quando decapitano, sgozzano, impiccano, torturano, stuprano, schiavizzano ecc.ecc. esseri umani. Per fede fanno quello che fanno. Ma mentre gli animali si possono sacrificare, gli umani no. Pur essendo l’indegnità del gesto, la stessa. La fede o religione deve essere al di sopra della carità, della compassione, del rispetto della vita altrui?

E’ ammirevole, giusta, poetica, mistica la legge italiana che permette questo? Ma quant’è orrida, vigliacca, abominevole, turpe la legge italiana che permette questo! La sensibilità degli uomini che per fede massacrano, torturano e sgozzano non esiste ma esiste quella degli uomini che non accettano di massacrare, torturare e sgozzare un piccolo innocente essere vivente che l’art. 13 del Trattato di Lisbona, firmato anche dall’Italia, protegge.

Questo tipo di intendere la giustizia ci fa orrore, connota l’uomo come boia, sia che l’atto lo compia sia che lo assolva.
L’uomo ha inventato tanti credi e per questi suoi credi ha crocifisso, decapitato, impalato e via discorrendo tanti esseri della propria specie. La storia ce lo racconta e non importa dettagliarla.
Quindi perchè accettare quei metodi che le religioni hanno adottato? Perchè accettare i metodi che le religioni adottano ancora? Perchè considerare indegno massacrare un uomo e degno massacrare un animale? Il gesto che massacra è lo stesso, occorre riferirlo a chi lo compie e non all’essere su cui si compie.

Questa doppia morale è incoerente, interessata quindi amorale e immorale, spregevole nel Diritto, nella giustizia e nella dignità umana.
Sentiamo di doverci sottrarre come umani alla categoria di coloro che di umano non hanno niente se non tortuose modalità di infliggere ferocia e di convalidarla.

Infine anche la legge che i giudici hanno applicato e interpretato in modo pusillanime, è contraddittoria rispetto all’art. 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…..” quindi se si condanna un cristiano che macella un animale per la strada senza stordimento si condanna anche un musulmano (legge 189/2004).

La doppia faccia della giustizia rappresenta il classico sepolcro imbiancato.

Mariangela Corrieri

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