“FEDE CRISTIANA E ORIENTAMENTI SESSUALI”, IL NUOVO LIBRO DI ANDREA PANERINI

Andrea Panerini, Fede cristiana e orientamenti sessuali, Doxa editrice, Cosenza 2016

Il libro affronta un tema delicato e molto attuale, dotato di spessore etico come intrecciato a letture antropologiche e a questioni sociali. A dispetto della esiguità di pagine si presta a iniziare un discorso destinato a durare a lungo oltre il libro stesso.
Il profilo scelto è dichiaratamente sommesso, tipico di chi si avvicina con rispetto a questioni sensibili. In tal senso rappresenta una voce fuori dal coro. Le cronache recenti ci hanno abituati al chiasso, allo scontro e ai toni violenti su quella che è diventata la questione gender, neutro assolutizzato, ideologizzato e sciolto sempre di più da qualunque discorso razionale, affrontato con la genuina disponibilità ad approfondirne la portata. Il libro procede per piccoli passi, si avverte l’estrema esigenza di chiarezza, di semplicità, di un metodo che riporti all’essenzialità dei principi rimanendo consapevoli della complessità degli esiti riflessi sulle vite concrete delle persone.
Il libro s’inserisce nel dibattito sull’affettività con la precisa finalità di ripercorrere il punto di vista biblico. Anche su questo fronte, però, non mancano le difficoltà collegate alla gestione della distanza cronologica e culturale fra il testo in sé, quello che realmente contiene e si può ricondurre all’argomento, e le questioni attuali da dirimere. L’Autore arriva a confrontarsi con categorie bibliche più tecniche, ma soprattutto con la necessità di una delucidazione ermeneutica preliminare che porti a chiarire intanto i termini dell’indagine da parte di chi la compie.
Troppo spesso negli ambienti comuni il discorso attinente alle relazioni interpersonali, sentimentali, viene reificato e ridotto, in questo caso specifico, alla genitalità. L’intento dell’Autore è tra l’altro quello di collegare l’orientamento sessuale all’affettività, e, più in generale, alla questione antropologica dell’essere creature di Dio.
Un punto indiscusso di forza del libro, agile e veloce nella lettura, è la sua essenzialità. Pur dedicandosi ad argomenti nevralgici, specie se rapportati alle fonti della teologia cristiana, l’Autore riesce a trattarli con grande chiarezza di pensiero e ciò aiuta di rimando il lettore nella riflessione e nella formulazione di una sua propria opinione. Non appartengono a questa scrittura, infatti, i toni aggressivi della rivendicazione o l’animosità della contrapposizione.
Entriamo più nel dettaglio delle sue argomentazioni.
Evidentemente la cornice in cui s’inserisce l’intero discorso è prettamente teologica, anche se per scelta imbocca la strada della discorsività, non quella del saggio di settore. Inquadra la tematica rivolgendo la mente al progetto creativo di Dio e associandovi la cifra della diversità. Il primo capitolo inizia proprio così (p. 9): La diversità creativa di Dio si è esplicata in vari modi anche nel campo della sessualità e della affettività.
Così facendo collega fra loro tre ambiti tematici, la creazione, la sessualità e l’affettività. Intanto è bello soffermarsi sulla prima espressione, diversità creativa, e riflettere sulla sua ampia portata di significato, su quanto liberante possa essere riflettere sul fatto che Dio ha concepito la vita secondo una vasta gamma di differenze, di sfumature, di alternative. Se approfondissimo questo dato, non soltanto per ciò che attiene all’argomento in oggetto, ma per leggere nel vasto e vario panorama umano una cifra precisa del volere di Dio, tanti criteri di giudizio umano, da quelli estetici a quelli intellettivi, cadrebbero completamente. La pace crescerebbe, la convivenza avrebbe un ruolo centrale secondo uno stile di vita armonioso, rispettoso delle diversità.
Quanto al legame fra sessualità e affettività, come emerge dalla stessa analisi di Andrea Panerini, è centrale nella riflessione teologica, anche se la teologia ufficiale nelle sue risposte e formulazioni scivola spesso nel paradosso di chi ignora il collegamento fra affettività e sessualità, guardando al dettaglio, perdendo di vista l’insieme con tutta la sua complessità.
Il campo così delineato espelle automaticamente la legittimità del giudizio morale sulle diversità, atteggiamento che invece spesso accompagna il sentire comune, cavalcando tra l’altro la pretesa di ciò che è e ciò che non è secondo natura (p. 11). Sono passate al vaglio, infatti, espressioni filosofiche controverse quanto di uso comune, proprio come secondo natura e contro natura.
Il libro affronta esplicitamente alcuni nodi biblici e, in particolare, alcune condanne espresse nella Bibbia, indicando nel metodo storico-critico la chiave di lettura per penetrarne il significato. La proposta di alcuni concetti biblici, sia pure nella sua immediatezza, è interessante ed è utile a soffermarsi su pagine così note, da poter trarre nell’inganno di essere totalmente conosciute. Si pensi al brano della creazione dell’uomo e della donna, ma anche ad altri passi meno frequentati.
Un altro risvolto opportuno e interessante è la produttività di un rapporto affettivo e la possibilità di stimarne il livello, la qualità, la capacità di individuare gli indici che qualifichino in tal senso una relazione. Si può limitare alla riproduzione biologica? Il voler stimare una qualità non significa forse entrare nell’ottica della quantificazione, lontana per definizione dalla dimensione gratuita dell’amore?
E, in effetti, è quanto mai attuale l’approfondimento del binomio amore-violenza, in cui la relazione con l’altro è in fondo strumentale all’affermazione di se stessi o alla conquista di un risultato terzo rispetto ai due. Allora da che punto di vista bisogna guardare all’amore nell’ottica cristiana? Chi è davvero in grado di apprezzare la profondità dei sentimenti e chi è nella posizione di giudicarla?
In gran parte il libro si propone come sguardo ampio su tali questioni chiave: chiunque può trovarvi spunti di riflessione critica anche a proposito del proprio modo di amare, sullo spessore della relazione che questo sentimento è in grado di far germogliare.
L’ultima parte dell’opera ripercorre alcune circostanze storiche che attestano soluzioni di convivenza e prove di ufficialità delle unioni omosessuali.
L’ultimo paragrafo compie una veloce carrellata concernente le posizioni assunte dalle chiese cristiane (cattolica romana, ortodossa, veterocattolica, valdese, luterana) rispetto alle unioni omosessuali, dal diniego alla benedizione. Si accenna infine alla Chiesa della Comunità Metropolitana di Firenze, unica a celebrare matrimoni di coppie dello stesso sesso.
Il libro ha scelto ed è rimasto fedele alla forma libera e discorsiva che espone in modo lineare le riflessioni maturate dall’autore alla luce della sua competenza storica e teologica. In un futuro ampliamento del soggetto sarebbe interessante seguire l’evoluzione del dibattito fra le diverse comunità cristiane sul tema. Nessuna, infatti, può esimersi dal prenderlo in esame, tutte affrontano al loro interno un dibattito dal quale non sempre ricavano una sintesi.
L’amaro in bocca rimane soprattutto circa l’omofobia, forma di aggressività in aumento che colpisce gli omosessuali, intollerabile come ogni forma di violenza, specie quando rivolta contro categorie poste pregiudizialmente ai margini. Le chiese non possono esimersi dalla condanna della violenza, qualunque sia la lettura maturata in merito alla omosessualità. La violenza non può essere confusa né legata ad argomenti concernenti la morale o altro. La violenza va semplicemente e sempre condannata. Questo argomento resta sullo sfondo. Negli orientamenti etici la difesa delle vittime dovrebbe far parte del programma. Il silenzio, l’indifferenza, il pregiudizio palesano una corresponsabilità.
Dalla lettura del libro si può accogliere il tacito invito a inquadrare la tematica in un contesto più ampio, in grado di riconoscere collegamenti, contatti, significati tali da ricordare che nella sessualità s’inscrive una forma di affettività e di relazionalità insita nell’uomo e nel suo essere creato a immagine del Dio che ha voluto comunicarsi in relazione.

Ada Prisco

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