LE CHIESE CONTRO LA DECISIONE DI TRUMP DI COSTRUIRE L’OLEODOTTO IN NORD DAKOTA NELLE TERRE SACRE DEI SIOUX

BISMARCK (NORTH DAKOTA, USA) – Il genio militare statunitense ha deciso che l’oleodotto in Nord Dakotasi farà. Chiamato a valutare l’impatto ambientale, l’organismo militare ha deciso di assecondare docilmente l’ordine esecutivo del neopresidente statunitense Donald Trump, dando il permesso alla realizzazione del Dakota Access Pipeline (DAPL) dentro la riserva indiana di “Standing Rock”, senza consultare i nativi americani e dopo dieci mesi di contestazioni della nazione Sioux accanto ad attivisti, ambientalisti e leader religiosi.
La terra sacra dei nativi sarà attraversata quindi dall’oleodotto della texana Energy Transfer. Il percorso attraverserà l’aleveo del fiume Missouri mettendo a rischio le riserve di acqua potabile, l’ecosistema e profanando le terre indigene.
Tra i più assidui sostenitori della battaglia di Standing Rock c’è stata la Chiesa episcopaliana (braccio statunitense della Comunione anglicana). Lo scorso 8 febbraio, in una presa di posizione a favore dei diritti della nazione Sioux di Standing Rock, il Consiglio esecutivo della chiesa ha aderito alla Marcia dei nativi americani su Washington D.C. prevista per il prossimo 10 marzo.
Immediata anche la reazione della Chiesa evangelica luterana in America (ELCA) che con una preghiera su Twitter ha espresso sostegno e vicinanza alle popolazioni di #StandingRock: «Pensando alla recente decisione del genio militare degli USA, le nostre preghiere sono con la tribù sioux di Standing Rock, con i pacifici protettori delle acque, con le forze dell’ordine del Nord Dakota e con tutti coloro che sono toccati dal percorso dell’oleodotto in Nord Dakota. Che lo spirito santo di Dio possa continuare a sostenerci e che la pace di Cristo possa essere conosciuta nel Nord Dakota e in tutto il mondo».

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