UN’ANIMALISTA CI SCRIVE: IL CRISTIANESIMO NON PUÒ ESSERE ANIMALISTA, LA SINISTRA HA FALLITO

A seguito dell’articolo sul Movimento Animalista abbiamo ricevuto lettere di animalisti, alcune di approvazione, altre che lo hanno contestato fortemente. Ne pubblichiamo una, sintetizzata, quella della Presidente dell’Associazione Gabbie Vuote, Mariangela Corrieri:

«Mi sono resa conto in questi giorni come, davanti al palcoscenico della politica, dei partiti, delle ideologie, dei dogmi, delle varie credenze/opinioni, gli animali siano secondari anche per gli animalisti. Non è ammissibile un movimento che abbia come priorità diminuire l’immane sofferenza che esseri viventi come noi, con coscienza come noi, con sentimenti come noi, solo perché proviene da una forza politica che non ci appartiene? Non si affossa prima che agisca soltanto perché è stato battezzato dal nostro nemico… Quindi io mi metterò alla finestra e starò a vedere cosa farà il Movimento Animalista quando entrerà in Parlamento sperando che non resti a guardare, a parlare, a dimenticare, come hanno fatto tutti gli altri partiti, nessuno escluso.
E quanto ai cristiani, può un cristiano essere davvero animalista? E se non lo può un cristiano (come in effetti non lo può) non lo può neppure un partito politico, infatti tra i tanti presenti sulla scena non ce n’è uno che possa dirsi “animalista” ma neppure “ambientalista, naturalista, protezionista…”  e neppure rispettoso di quella parte di società che animalista è. Ma, il percorso, la riflessione, la sensibilità di singole persone, possono far nascere un gruppo che si trasforma in movimento/partito animalista… L’animalismo infatti ha un percorso opposto a quello delle religioni. A livello individuale viene interiorizzato in un sentimento assolutamente personale che suscita una libera decisione di tutela e di rivalutazione del rapporto uomo-animale, secondo scelte autonome, svincolate da qualsiasi schema precostituito. Il pensiero animalista è concreto e contestuale, libero da dogmi e da retaggi storici. La visione antropocentrica della vita è la principale causa della mancata sensibilizzazione della coscienza umana.
Dite che per voi cristiani nessun argomento è da escludere, anche se sempre interpretato secondo religione. Dite che gli orientamenti delle persone voi vorreste che fossero cristianamente ispirati. E perché non ispirati dalla libertà di pensiero? Anche le Chiese si occupano di politica sì, ma ognuna a suo modo e con molte verità  visto che sono condizionate e diversamente orientate.
Forza Italia non condivide molti valori cristiani, ma qui si sta trattando di animalismo e non di cristianesimo. La concezione di Berlusconi dell’eguaglianza fra uomini e donne è da valutare con la stessa dissacrazione con cui si valuta lo stesso Berlusconi che dà il biberon all’agnello, le sue proposte contro la povertà sono una forma di «carità di Stato» come quella degli 80 euro del PD e non risulta che la tassazione alta per i più ricchi sia stata mai attuata da altri. Inoltre quali altri partiti si sono preoccupati di vivisezione, allevamenti intensivi, caccia e quindi armieri, pellicce, ecc.? Nessuno. Farà come finora hanno fatto le associazioni ma con maggior forza e potere. Riuscirà a restare coerente e fermo? Se e quando andrà al governo lo vedremo. Non prima. Per quelli che sono stati e sono al governo lo abbiamo già visto.
Non vanno anticipati giudizi sul Movimento Animalista, ma giudizi si possono fare sul governo PD. Dite che certe posizioni a favore degli animali e dell’ambiente sono in rotta di collisione con una visione capitalistica della società ma la visione capitalistica appartiene a tutti i partiti e alla società stessa. Il capitalismo non lo ha inventato il Movimento Animalista e nessun partito, da quando è stato inventato (1300-1400), vi ha rinunciato. La visione capitalistica della civiltà occidentale tocca tutti, basta considerare lo stipendio dei nostri governanti, degli amministratori di aziende, di enti… per capire quanto il denaro sia per tutti loro sull’altare. Nessuno ha messo mano alla riduzione del proprio stipendio mentre attualmente, in Italia, 5 milioni di persone vivono in povertà assoluta.
Il profitto al primo posto, insieme a produttività, sviluppo senza limiti è la visione di tutti i partiti nonostante la stragrande maggioranza di chi ha il potere (economico, politico), di qualunque idea o ideologia politica sia, sia cristiano e qualunque visione predichi non la mette in atto. In democrazia, se di democrazia si può parlare, ogni provvedimento vigente è votato dalla maggioranza e se viene votato significa che il capitalismo e tutto ciò che lo riguarda non è messo in discussione dai partiti. Infatti, chi tratta di decrescita?
Cosa saprà fare il Movimento Animalista lo vedremo solo quando i rappresentanti degli animalisti saranno in parlamento. Certo, anche i parlamentari animalisti sceglieranno e voteranno sulla vita sociale, come hanno fatto finora, ma la differenza sarà che daranno voce anche agli animali, alla loro sofferenza. Una speranza contro l’enorme crudeltà dell’uomo solleverà le persone trasversali che ogni giorno fanno proprio il dolore di milioni di creature (basta seguire i filmati su internet, sempre che se ne abbia il coraggio). Le imprese, che hanno per scopo il lucro, non sono il Movimento Animalista che ha per scopo la difesa degli animali.
E’ ben vero che le forze politiche che sostengono i diritti dei lavoratori, dei migranti, dei più deboli fra i membri della nostra società, non hanno sempre, mai io dico mai, dimostrato particolare interesse per animali e ambiente, e che spesso, ma io dico mai, non troviamo traccia di questi argomenti nei loro programmi. La descrizione della loro visione del mondo, che non attuano, sembra l’idealizzazione di partiti formati da uomini ricchi, potenti e ambiziosi che parlano soprattutto di finanza, economia e mercato oppure che accettano compromessi pur di esistere.
Ricordiamoci che il pianeta è unico, le risorse limitate e ognuno di noi è collegato al tutto (teoria del Caos). Argomento che prescinde o dovrebbe prescindere da ogni credo, ideologia o retorica in quanto riguarda tutti. In Italia, quelli che governano o hanno governato sono quasi tutti cristiani, siano essi di destra o di sinistra. I compromessi sono inaccettabili. Ma se sono invece accettabili, in quale campo? In quello che riguarda gli animali visto che sono gli ultimi degli ultimi?»

Risponde Marta Torcini:
Capisco la passione profonda e l’amore per gli animali manifestato da Mariangela Corrieri e anche, in buona parte, la sua delusione rispetto ai partiti della sinistra e alle religioni.
Però non capisco, né apprezzo, il suo generalizzare: per lei i cristiani, le religioni, i partiti, sono tutti uguali, indifferenti alla sorte degli animali, a meno che non facciano del benessere animale il loro unico vessillo. Questo atteggiamento, condiviso da molti animalisti, è profondamente ingiusto, e totalmente inutile alla causa.
Profondamente ingiusto verso cristiani come noi, e chiese come la nostra, che hanno inserito l’antispecismo nella loro Dichiarazione di Fede, che fanno del benessere animale un obiettivo pari a quello del benessere delle persone, da perseguire con fermezza e coerenza, che propongono uno stile di vita almeno vegetariano, in nome non di un’etica laica ma dell’etica cristiana correttamente letta e vissuta. O verso movimenti di base anche nelle chiese più grandi (pensiamo ai cattolici animalisti), che pure più volte la stessa Mariangela Corrieri ha dichiarato di apprezzare e rispettare.
Perché un cristiano non può essere davvero animalista, secondo lei? Perché siamo fatti “a immagine e somiglianza di Dio” e quindi antropocentrici?
Ma quante volte abbiamo provato a spiegare che la nostra lettura della Bibbia è diversa, che l’antropocentrismo non fa parte del nostro modo di vedere e vivere il cristianesimo, che ua lettura corretta della Bibbia ci fa non padroni ma meri amministratori del Creato e per di più responsabili dinanzi a Dio di come trattiamo i nostri fratelli, gli altri animali?
L’unica risposta che ci è stata data è che, se le cose stanno così, nella Bibbia è scritto di tutto e il contrario di tutto. A questa obiezione possiamo solo rispondere che la Bibbia va metodologicamente studiata e interpretata, storicamente e persino politicamente contestualizzata, e non letta come un libro di regole e precetti da applicare testualmente. E che la nostra legge fondamentale è quella dell’amore di Cristo per tutte le sue creature e per tutto il Creato. Lo abbiamo detto tante volte, abbiamo dimostrato con le nostre scelte e le nostre posizioni il nostro animalismo, ma per alcuni animalisti è come se non avessimo fatto né detto nulla.
E allora perché i cristiani non possono essere animalisti? Perché hanno posizioni differenziate benché fondate sulla stessa Scrittura? E poi perché interpretato secondo religione? Non è quello che ho detto, ho invece parlato di orientamenti cristianamente ispirati, che è cosa profondamente diversa. La religione vive solo di dogmi, il nostro cristianesimo, che pure ha dogmi di fede, vive nella carne dei credenti, nelle loro scelte fondate sul principio dell’amore di Cristo per tutta la Sua creazione.
L’atteggiamento manifestato dalla posizione animalista espressa dalla signora Corrieri è profondamente ingiusto anche verso tutti quegli esponenti dei partiti di sinistra che in questi anni hanno mostrato interesse per gli animali, considerazione per le posizioni delle associazioni animaliste e, da posizioni di minoranza politica, hanno spesso tentato, purtroppo spesso senza riuscirci, di bloccare prese di posizione dei partiti maggiori, di maggioranza o di opposizione che fossero, contro gli animali. Penso alla battaglia fatta a Firenze contro il circo con animali, o quella per l’opzione vegetariana nelle mense pubbliche, condotta da pochi politici della minoranza di sinistra contro Pd e partiti della destra quali Forza Italia, a cui la Brambilla, fondatrice del così detto Movimento Animalista, aderisce.
C’è una certa confusione politica nelle idee di chi esprime questo atteggiamento radicale di rifiuto di chiunque non assuma l’animalismo come suo unico obiettivo: dire ad esempio che il PD è di sinistra significa effettivamente non avere ben capito cosa sia la sinistra e quali idee ne sono il suo fondamento. E questa mancanza di conoscenza comporta anche non capire i seri limiti del Movimento Animalista, significa avere una visione limitata dell’animalismo che, privo di una visione globale capace di incidere e modificare in modo profondo il rapporto umani – altri animali, può andare poco lontano.
Non è un caso che la maggior parte degli animalisti sia, o si dichiari, di sinistra, indipendentemente poi dalle posizioni tattiche assunte di volta in volta da movimenti e associazione per il raggiungimento di specifici obiettivi.
Infatti la modifica delle relazioni fra umani e altri animali presuppone una modifica profonda delle stesse relazioni umane in senso egualitario e di giustizia sociale. Come ho già detto, non si può opporsi allo sfruttamento degli animali nell’industria del cibo, se non si contesta l’obiettivo primario dell’industria, il profitto. E non si può contestare il profitto senza contestare il sistema capitalistico.
Non importa se nelle condizioni attuali in Italia la sinistra risulta incapace di occuparsi degli animali. In questa particolare fase storica risulta incapace anche di perseguire in modo coerente ed efficace anche tutti gli altri suoi obiettivi. E’ infatti, allo stato, quasi totalmente incapace di elaborare una analisi della società ed un progetto politico che le consenta di perseguire la visione strategica di quella società più giusta che è alla base degli ideali della sinistra, tranne poche e lodevoli eccezioni. Quello che importa invece è che la sinistra ha le radici ideali per sviluppare un tale progetto. E questo progetto non può prescindere dal benessere degli animali e del mondo naturale, senza il quale non può esservi né giustizia né sopravvivenza per nessuno. Non è forse una visione cristiana questa? Certo che lo è, e come cristiani la rivendichiamo, insieme a tutti quelli, anche atei, che la condividono.
Inoltre un tale atteggiamento non è utile alla causa degli animali: è forse utile buttare a mare esperienze e lotte compiute in tutti questi anni insieme (ricordo solo che nei referendum del 1990 – pur invalidi per il quorum – furono Verdi e l’allora ancora PCI a portare oltre 17 milioni di cittadini a votare contro la caccia, cosa mai nemmeno ipotizzata a destra), negando persino che mai qualcuno abbia messo nei propri programmi i diritti degli animali, abbandonare alleati e sostenitori, per volgersi verso il Movimento Animalista? Cos’ha in più o in meglio questa nuova formazione politica?
E’ chiaro, ha dalla sua un partito forte, che si propone di andare nuovamente al governo del Paese. Ma con quale progetto politico? Davvero si può stare con chiunque purché difenda gli animali? Su singole e specifiche proposte certo, se la proposta è buona non ha senso bocciarla. Se oltre all’obiettivo dichiarato ce n’è uno nascosto (come fu per la proposta della destra contro la macellazione rituale, presentata in funzione anti-islamica) la si può approvare ugualmente smascherandone l’obiettivo nascosto. Ma non si può accogliere a braccia aperte e senza riserve una formazione politica solo perché si dichiara animalista e mette nel cartellone elettorale proposte che gli animalisti sostengono da anni, senza che neppure quella forza politica (e parlo di Forza Italia e della politica berlusconiana degli anni di governo) abbia mai fatto davvero nulla, per gli animali. E quindi chiedo: cosa hanno fatto per gli animali Berlusconi e i suoi governi? Perché dovremmo dargli più credibilità che ad altri?
Lo ripeto, un progetto politico vero a difesa degli animali non può prescindere dalla difesa dei più deboli nella società. Questo però non è il progetto, non è la visione strategica che hanno in mente Berlusconi e la Brambilla con il suo Movimento Animalista. A loro manca la radice stessa di un tale progetto, mancano i fondamenti filosofici ed etici, prima ancora che politici, di ogni azione volta alla realizzazione dell’uguaglianza (anche quella fra animali umani e animali non umani) e della giustizia.
Per questo dubito profondamente della capacità del Movimento Animalista di andare oltre posizioni superficiali o di facciata: manca della solidità ideale per intraprendere azioni verso gli animali che prescindano da interessi costituiti e lobbies.
Naturalmente tutto è possibile e lungi da me mettere limiti alla Divina Provvidenza: se avrò avuto torto nessuno ne sarà più felice di me. Ma valutando da una prospettiva non miracolistica, mancano i presupposti perché il Movimento Animalista possa rappresentare davvero una esperienza nuova e forte a favore degli animali.

Marta Torcini
m.torcini@lapaginacristiana.it

1 Commento

  1. Come ho risposto oggi ad un post su FB il problema più grosso è ragionare con il lessico di oggi, ed il valore simbolico che rappresenta ogni parola, e il lessico di 2000 anni fà. Il creato ci è stato imprestato ci è stato dato in gestione, ma noi non siamo capaci di mantenere noi come possiamo avere cura degli altri?
    Paradossalmente è stato un ex socialnazionalista,fondando il movimento verde,che a dato un colore politico al problema dell’ambiente anche perché le risposte da parte dei gruppi religiosi e di fede avevano, ed hanno ancora per alcuni di questi, il problema di interpretare Genesi 1:26 ” Poi DIO disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».” perché molti non proseguono nei versetti successivi 29-30 “29 E DIO disse: «Ecco io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra e ogni albero che abbia frutti portatori di seme; questo vi servirà di nutrimento.
    30 E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu.”.
    Penso di essere stato chiaro e oggettivo

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