A MIO NIPOTE, PER IL SUO PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Caro G.,
stamattina il tuo papà ha pubblicato una foto di te, che con un coloratissimo zaino in spalla, ti avvii per la prima volta verso la scuola. Devo dire che quella foto mi ha quasi emozionato.
Mi ha fatto ripensare al mio primo giorno in prima elementare. Era il settembre del 1989; sebbene io non riesca a ricordare tutto di quella giornata, una cosa però la ricordo distintamente: la voce della mia maestra che assegnava a noi alunni quello che fu il nostro primo compito in assoluto; rivolgendosi alla classe disse: “Fate un bel disegno!”. E fu una pacchia, perché poi i compiti cominciarono ad essere ogni volta un pochino più difficili… niente di drammatico, intendiamoci. Con un po’ d’impegno riuscirai alla grande.
Ti accorgerai che imparare a leggere e scrivere non sono cose per niente facili ma scoprirai col tempo che una volta imparato sarà bellissimo farle perché ti permetteranno di allargare sempre di più i confini della tua conoscenza.
Leggere ti permetterà di conoscere il pensiero di persone lontane da te, non solo nello spazio ma anche nel tempo mentre scrivere ti consentirà di condividere i tuoi pensieri anche molto oltre la tua cerchia dei tuoi amici.
Naturalmente queste cose ti saranno utili anche nella quotidianità: potrai scrivere la lista della spesa per non dimenticare cosa comprare, potrai leggere le istruzioni di qualche diavoleria tecnologica che uscirà nei prossimi anni e di cui adesso non abbiamo neanche l’idea o semplicemente i messaggi che ti manderanno i tuoi genitori sempre e comunque in apprensione per te (sì, perché ogni essere umano quando diventa grande e genitore va in apprensione per i figli; quindi non biasimare i tuoi per questo).
Vedrai che la matematica saprà essere ostica come poche cose nella vita e ti accorgerai, forse solo quando avrai finito la scuola, quanto invece sarebbe stato meglio averla studiata (e soprattutto capita) perché le occasioni in cui ti potrà tornare utile saranno tantissime, molte di più di quanto tu possa immaginare.
La storia ti regalerà le capacità di guardare la realtà odierna e gli strumenti per capirla, perché quello che viviamo oggi è il frutto di scelte e soprattutto di errori del passato. Ecco, la cosa più importante che potrà insegnarti è quella di non ripetere quegli sbagli, che altri prima di te hanno compiuto. Imparerai a non dare per scontate alcune cose quali la libertà, la scuola e l’ospedale gratis (o quasi gratis), i diritti sul lavoro (oggi sempre più bistrattati), cose per le quali in molti hanno lottato assai duramente.
Non sottovalutare la geografia! In un mondo sempre più globalizzato ti sarà fondamentale sapere con esattezza dove.
Applicati nello studiare l’inglese; per quanto sarà difficile (soprattutto all’inizio… anche se non smetterà mai di esserlo) ti spalancherà le porte del mondo!
Pensa solamente che quando io e i tuoi genitori andavamo a scuola, il nostro orizzonte più lontano arrivava al massimo alle Alpi; ma noi eravamo “solamente” italiani mentre tu sei un europeo: potrai finire di studiare in Svezia, lavorare in Germania, e goderti la pensione alle Canarie senza mai bisogno del passaporto! E sapere l’inglese ti aiuterà!
In futuro poi, in base alle tue scelte, la scuola superiore ti riserverà le materie più disparate: da quelle classiche alle tecniche passando per le scientifiche. Sarà una vera e propria scalata.
Con i tuoi genitori, anche loro della mia generazione, dovrete affrontare situazioni nuove e conoscere linguaggi innovativi, che quando andavamo a scuola noi non c’erano (MIUR, PTOF, DSA, BES, CLIL, LIM e tanti altri). Stai attento al bullismo, non avere mai paura di parlarne con i tuoi genitori quando ne sentirai il bisogno perché loro saranno sempre pronti ad aiutarti e a trovare una soluzione.
Avrai tanti amici (che più siamo e meglio è) e che poi vedrai dileguarsi con gli anni sino a che rimarranno solo quelli veri… e saranno pochi, quanto le dita di una mano se sarai fortunato.
E poi ancora ci saranno gli insegnanti: quelli che danno un sacco di compiti, quelli che mettono le note, quelli che “ce l’ha con me”, quelli preparati e quelli meno. Alcuni li ricorderai per sempre, altri non sarai nemmeno sicuro che siano veramente esistiti.
Ogni mese di maggio fremerai per le ultime interrogazioni aspettando l’estate, che puntuale arriverà al suono dell’ultima campanella di giugno e delle urla festose di tutti voi compagni di scuola che lascerete i banchi per tre mesi d’oro puro.
L’estate avrà il sapore del cloro della piscina in centro e della salsedine di qualche affollatissima spiaggia; avrà il colore della pelle abbronzata al sole, il dolore delle scottature, il profumo del sapone e delle creme doposole.
Alla fine di ogni agosto sarai dispiaciuto dell’imminente fine delle vacanze ma aspetterai con emozione che quella campanella, salutata a giugno, torni a suonare per sentire il brivido di essere una classe più avanti.

Tutti gli anni ci saranno le vacanze di Natale, le recite delle feste, gli innumerevoli biglietti che a marzo porterai a casa per la festa del papà e a maggio per quella della mamma; poi le gite scolastiche con le loro levatacce, il sabato pomeriggio in centro, i vestiti alla moda, le serate in discoteca con i ragazzi e le ragazze di altre scuole.
Con gli anni vedrai il tuo micro-cosmo allargarsi sempre di più, poi un giorno, prima o poi, sentirai il cuore che comincerà a battere più forte del solito, ti mancherà il respiro e le gambe quasi non ti reggeranno… allora capirai di essere innamorato. Succederà forse tante volte e ogni volta dirai che sarà per sempre.
Prenderai qualche delusione, alcune sembreranno bruciare letteralmente nello stomaco… ma poi tutto passerà, magari con una partita a pallone.
Poi ci saranno gli esami che, lo imparerai, non finiscono mai; un assaggio in terza media e un’indigestione in quinta liceo (non senza i 100 giorni agli esami e all’immancabile e meravigliosa “notte prima degli esami”).
Ma una volta finita però, magari a distanza di anni, ti guarderai indietro e rimpiangerai quegli splendidi anni e quelle piccole grandi fatiche che un tempo ti sembravano immense.
Alla fine però, la cosa più importante è questa: goditi ogni singolo momento, goditi i genitori, i nonni e i bisnonni, gli amici, le emozioni e perfino le delusioni.
Saranno anni veramente indimenticabili.
Tanti auguri scriccioletto!
Con affetto, tuo zio

Davide Mancini

1 Commento

  1. Bhè che devo dire?….Io sono nato troppo presto. …’89 avevo già la patente. Le lingue straniere non esistevano. ..già l’italiano era difficile sentirlo parlare….era una lingua straniera! Le calcolatrici avevano le pile stilo ed erano grandi come S8,se non di più. Non comprendo ancora perché si debba insegnare una lingua morta come l’inglese….io ho lavorato in varie parti del mondo e senza inglese….l’inglese lo parlano solo i colonizzatori e quelli che non vogliono faticare per comprendere la vita di chi hanno davanti

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*