LA CONFUSIONE DI MAMMONA NEL MONDO LATINOS: LULA L’ILLUSTRE AUTOVITTIMA

La tangente Enimont ha fatto scuola: ora è la numero due al mondo; le tangenti Odebrecht sono al primo posto e stanno destabilizzando il mondo occidentale. Non possiamo paragonare la maxi tangente Enimont con il sistema corruttivo di Marcelo Odebrecht perché il secondo è un insieme di tangenti su vari appalti e in un tempo lungo mentre il primo caso è pur sempre delimitato sopra un determinato progetto ed ad un cambio di potere d’acquisto lire/euro il valore è uguale se non appena superiore… quindi gli italiano potrebbero ancora mantenere, secondo alcuni, questo triste primato.
Ma andiamo al nocciolo: dalla fine degli anni novanta una impresa edile brasiliana, che aveva specializzazioni, mezzi e capitali da impiegare cominciò ad “ungere” per avere appalti nella Repubblica Dominicana fin dalla prima elezione di Leonel Fernandez (1996) e successivamente alle successive elezioni presidenziali (2000) dove vinse il candidato del PRD (Partito Rivoluzionario Dominicano) Rafael Hipólito Mejía Domínguez e così via, anche con le due elezioni di Danilo Medina, anche se in modo molto più indiretto.
In questo modo cominciò l’esperimento di Odebrecht: dalla metà degli anni novanta ebbe così successo da essere replicato in alcuni paesi dell’America, dell’Africano ed europei. Il metodo, in modo particolare nelle Americhe, quale era? Semplice! “Foraggiare” in maniera “ecumenica” i primi due o tre candidati alle elezioni in modo di avere il 100% del consenso per gli appalti.
In Brasile questo metodo ha avuto vita facile come in Venezuela. In Italia ognuno avrà le sue idee politiche ma non vi sono prove dell’arrivo diretto di questo sistema.
Tornando nella Americhe, quando parliamo della tangente Petrobras (e della caduta rovinosa dell’ex presidente Lula) altro non è che quel sistema di tangenti riferite all’impresa di cui si è parlato fin dall’inizio di questo articolo. Quando, per gli ultimi mondiali di calcio in Brasile nel 2014 e le olimpiadi di Rio nel 2016, vedevamo le sommosse, noi bianchi europei abbiamo creduto che le motivazioni popolare fossero attinenti “solo” ai soldi spesi per quelle faraoniche opere ma in realtà tutto l’enorme problema geopolitico che si protrae fino ad oggi nei paesi latinoamericani è il risultato della consapevolezza popolare circa la corruzione politica e, in maniera particolare, il sistema Odebrecht.
Per essere molto chiari vi faccio un esempio attuale e concredo: a mio giudizio, il presidente venezuelano Maduro non sta difendendo una posizione ideologica bolivariana-chavista, ma solamente il proprio “sedere” avendo lui, e i suoi accoliti e complici, preso tangenti da Odebrecht all’insaputa di Hugo Rafael Chávez Frías, ormai già minato dalla malattia. In questo modo, pur sapendo che molti anche in Italia non la pensando in questo modo, devo dire che ha tradito e sta tradendo il paese, la nobile ideologia socialista-chavista e chi aveva fiducia in lui.
C’è un altro fattore di politica internazionale assai poco limpido: un paese neolatino che dai tempi della presidenza di Nicolas Sarkozy trama sulle disgrazie altrui e alcune volte le provoca. Bene, questo paese era a conoscenza della realtà fin dal 2010 e ha fatto leva sul fatto che il sistema si incrementasse in modo da destabilizzare la situazione politica-economica latinoamericana per poi apparire il “salvatore” e per lucrare vantaggiose commesse per le sue aziende (uso della armi a parte, un sistema molto simile a quello usato per la Libia). Se sotto l’aspetto politico questa operazione è riuscita quasi perfettamente, dal punto di vista economico-imprenditoriale non è riuscita nel suo intento: molti appalti revocati a Odebrecht sono finiti ad aziende italiane, spagnole e portoghesi, inconsapevolmente beneficiarie di questo sporco maneggio.


Ecco alcune fonti autorevoli per capire cosa stia succedendo in quella parte dell’emisfero.
Coinvolto il Perù, con l’ex Presidente Alejandro Toledo, ma anche i suoi successori. Coinvolti Messico, Venezuela, Ecuador e altri paesi sudamericani e non. Ed è solo l’inizio. In uno dei video si vede un funzionario seduto in poltrona che, rilassatissimo, parla di tangenti di milioni di dollari e aggiunge candidamente che si è sempre fatto così, da decenni, che questo è il sistema e non ne esiste proprio un altro. Si fa così e, aggiunge, è del tutto fuori discussione che si potesse pensare a una campagna elettorale senza i finanziamenti della Odebrecht. (da Il Fatto Quotidiano Blog del 19/04/2017 – M. Villone)
A fine 2016, per poter continuare a lavorare, l’azienda ha chiesto scusa: in accordo con la giustizia statunitense, ha ammesso l’esistenza di tangenti per quasi 800 milioni di dollari ed ha pagato una multa record di 3,5 miliardi di dollari, da ripartire tra Stati Uniti, Brasile e Svizzera (i tre Paesi che nel frattempo avevano aperto indagini su Odebrecht). Il presidente venezuelano Maduro ha però messo il figlio a fare da cane da guardia alla vicenda. Nomi top secret anche in Ecuador, attualmente in campagna elettorale. LaFiscalía General del Estado, il massimo organo giudiziario, ha respinto la lista di coinvolti arrivata dal Brasile, testualmente “per assenza di traduttori dal portoghese”.(SIR quotidiano del 28/03/2017 – B. Desidera )
Arriviamo però al punto che, spero, interessi ai lettori del La Pagina Cristiana. Marcelo Odebrecht ha rubato soldi perché ha corrotto e quindi per la Parola corrotti e corruttori sono passibili della Condanna Suprema, pur non essendo noi i giustizieri di Dio e annunciando il Vangelo della Grazia e della Misericordia. Una Grazia certo non certo umana (la quale per gioco di parole sarebbe una beffa per milioni di oneste persone) ma decisa dal Signore: la possibilità della Salvezza e del ravvedimento c’è sempre e per tutti e tutte.
Tuttavia non possiamo non notare come Odebrecht nei suoi pensieri corrotti abbia pensato solo a Mammona e non abbia visto più in là del suo portafoglio: oggi tanta gente è in grosse difficoltà e, come in Venezuela, si è sentita tradita dalla classe dirigente e sta cercando di difendere la propria libertà.
Molti paesi non appartenenti al primo mondo hanno cercato, in questi ultimi sedici, di affrancarsi dallo pseudo-colonialismo e sfruttamento di risorse di Canada ed USA e si sono rivolti internamente al mondo neolatino. Odebrecht, ad alcuni, poteva sembrare una soluzione di affrancamento: oggi è il disastro politico ed economico.
Danilo Medina, da senatore e Ministro degli Esteri della Repubblica Dominicana e poi come Presidente (dal 2012) sembra avere il polso della situazione, anche se la sua carriera politica non è sempre stata così limpida: lo abbiamo conosciuto di persona. Le nostre preghiere sono con lui, come con tutti i politici che provino davvero a fare il bene dei popoli e non solo delle elites, affinché continui in una opera politica di emancipazione, legalità e affrancamento dal capitalismo occidentale, oltre che per proteggerlo dalle tentazioni connesse al potere. Non sempre è stato compreso: molti popoli si attendono “grandi opere” e “liberatori” più o meno armati e non persuasori che, seguendo la filosofia non-violenta, cerca, prima di tutto il cambiamento nelle menti e nei cuori dei popoli e degli amministratori (e quante analogie, in negativo, abbia questa situazione con la situazione italiana del 1992 e con il sommovimento, a tratti anche violento, di “mani pulite” lo lasciamo a giudizio dei lettori).
Il cristiano non fa la rivoluzione con le armi ma creando una nuova società, un mondo nuovo rigenerato: ci vuole molto più tempo, ma gli effetti saranno duraturi: se Danilo Medina nel 2020, al momento della scadenza del suo secondo mandato, riuscirà ad avere la sua generazione “D”, avrà fatto ammenda della sua non sempre limpida gestione e avrà lasciato un paese migliore.
In conclusione, visto l’avvicinarsi delle elezioni politiche anche in Italia, dopo tutte queste considerazioni su paesi che ci sembrano lontani volgo il pensiero a una citazione del Presidente USA Kennedy: cosa possiamo fare NOI per l’Italia e non cosa lo Stato può fare per TE. Sembra un discorso capitalistico, ma non lo è per noi. È la correzione del vizio italico di lamentarsi sempre della classe politica, delle tasse, dei servizi scadenti senza però poi impegnarsi in politica, pagare le tasse e rispettare civili regole di comportamento. Un corto-circuito da cui speriamo di uscire, cristiani e non, il prima possibile.

Alessandro Naclerio

1 thought on “LA CONFUSIONE DI MAMMONA NEL MONDO LATINOS: LULA L’ILLUSTRE AUTOVITTIMA

  1. Non poteva che scriverlo un socialista del ” del sol dell’avvenire” ancorato ad ideologie vetuste pertiniane.

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