LA MOSSA DISUMANA DI TRUMP

Con un altro colpo di genio per rendere l’America piccola di nuovo – più meschina, insensibile e autolesionista – l’8 gennaio l’amministrazione Trump ha privato circa 200mila salvadoregni del permesso di lavoro e della protezione dall’espulsione. Il provvedimento entrerà in vigore tra venti mesi e creerà decine di migliaia d’immigrati irregolari, aggraverà la carenza di manodopera in alcune città statunitensi e scaricherà sul Salvador problemi che non è in grado di risolvere. Inoltre, renderà più difficile la vite per decine di migliaia di persone nate negli Stati Uniti, i cui genitori saranno costretti a vivere nell’ombra o a tornare in un paese dove non hanno futuro.
Prima che la segretaria alla sicurezza intera Kirstjen Nielsen decidesse di espellere i salvadoregni che si sono trasferiti negli Stati Uniti dopo i terremoti del 2001, l’amministrazion aveva preso la stessa iniziativa nei confronti dei cittadini provenienti da Haiti e dal Nicaragua. Anche loro erano emigrati negli Stati Uniti dopo una serie di catastrofi naturali che avevano colpito i loro paesi. Secondo le autorità, nel caso dei salvadoregni il programma umanitario che li proteggeva, garantendogli uno status di protezione temporanea, va annullato perché la calamità naturale che lo aveva fatto scattare è stata superata. L’amministrazione sostiene che sta dando un senso all’aggettivo “temporaneo” contenuto nel nome del programma. In teoria è comprensibile, ma in pratica significa ignorare la realtà. Sia l’amministrazione Bush sia quella Obama avevano capito che sarebbe stato inopportuno, per non dire crudele, imporre un ulteriore peso a vicini giù tanto disperati. El Salvador – devastato dalla guerra tra gang, con uno dei tass di omicidi più alti del mondo e un’economia in crisi – ha un prodotto interno lordo pro capite che è un settimo di quello degli Stati Uniti. Espellere decine di migliaia di salvadoregni e, allo stesso tempo, privare il paese centroamericano delle rimesse che i suoi cittadini mandano a casa aggraverà la situazione. Senza contare che i salvadoregni hanno circa 200mila figli che sono nati negli Stati Uniti e non hanno mai messo piedi nel paese dei genitori. Circa un quarto delle persone che perderanno lo status protetto ha un mutuo, molti gestiscono attività commerciali e la maggior parte ha un lavoro da anni, paga le tasse e contribuisce al benessere della comunità.

Fonte: © The Washington Post

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