TRUMP PERDE UN ALTRO FRENO

Dare dell’idiota al proprio capo non è mai una buona idea per fare carriera, anche se si sta solo ripetendo quello che pensano in molti. Le prime voci sulla sostituzione del segretario di stato americano Rex Tillerson con il capo della Cia Mike Pompeo avevano cominciato a circolare lo scorso autunno, quando è stato rivelato il suo presunto insulto al presidente degli Stati Uniti. Ora le voce sono diventate realtà le cose si mettono male, o per meglio dire peggio, per la politica estera americana.
Il licenziamento di Tillerson è la prova della disonestà, del caos e dei conflitti che affligono la Casa Bianca. È stato seguito dal licenziamento dell’assistente personale del presidente, che pare sia indagato per gravi crimini finanziari. Pochi giorni prima si erano dimessi Gary Cohn, il principale consigliere economico di Trump, e la direttrice della comunicazione Hope Hicks. Sono soli gli ultimi di una seria da record di dimissioni e licenziamenti.
Le dichiarazioni dell’amministrazione statunitense, secondo cui l’avvicendamento favorirà le imminenti trattative con il leader nordcoreano Kim Jong-un, sono un risibile tentaativo di distogliere l’attenzione. La sostituzione di Tillerson indebolisce la diplomazia proprio quando è più necessaria. Scegliere Pompe, dichiaratamente ostile all’accordo sul nucleare con l’Iran, significa dare a Pyongyang poche speranze in un accordo e nella possibilità che sia rispettato. E aumenta i timori che Trump terrà fede alla sua minaccia di smarcarsi dall’accordo con Teheran.
Tillerson non è stato all’altezza del compito, ma è difficile immaginare come avrebbe potuto esserlo con questo presidente. E Pompeo promette di essere ancora peggio. Tillerson e Cohn erano considerati dei moderati nell’amministrazione, e il loro allontanamento suggerisce che i “globalisti” sono in ritirata. Pompeo è senza dubbio un falco, interventista e ideologico. Le sue posizioni sui cambiamenti climatici fanno sembrare Tillerson, ex amministratore delegato della ExxonMobil, un ambientalista.
«Io e Pompeo siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda», ha dichiarato Trump. Tillerson era riuscito a limitare un pò il presidente, collaborando con il segretario alla difesa James Mattis. Pompeo avrà più autorità del suo screditato predecessore, ma solo perché è la voce del padrone. Trump sembra sempre più sicuro del suo potere e, di conseguenza, meno disposto ad ascoltare i suoi presunti consiglieri. Quanto tempo resisterà il nuovo assunto?

Fonte: ©The Guardian in Internazionale, 16 marzo 2018

1 Commento

  1. The problem with this theory is that it appears to go against everything we”ve known about Tillerson. Tillerson has not been a voice in Trump”s administration for this sort of action. On the contrary, with Tillerson”s background as a chairman of Exxon, Tillerson has been a deal-maker. When Trump makes threats against Kim in NK, it was Tillerson who was pushing for negotiations to try to reach a deal. Not too long ago, we were hearing that the appointment of Tillerson was a sign of Trump”s collusion with the Russians because Tillerson had made deals with the Russians while at Exxon. Tillerson had been trying to clear out the Hillary neocons from the State Dept. Overall, the impression was that Tillerson was acting as Trump”s pooper-scooper. Going along behind Trump and trying to clean up Trump”s messes. And the fact that he was replaced by a belligerent political hick like Pompeo who”s been much more vocal about wanting war and conflict and Syria also seems to work against this theory. The general trend of all of these changes in recent weeks is that Trump is getting rid of the people who wanted to negotiate and is replacing them with a lot of pro-war hawks. So, this becomes yet another charge made without any evidence, and in this case one that seems to go against everything we could see in the month”s previous.

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