SOLIDARIETÀ AL SINDACO DI TENNO (TN): VITTIMA E CARNEFICE DI FEMMINICIDIO NON SONO PARI

Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Gianluca Frizzi, Sindaco dimissionario di Tenno, paese trentino nel quale lo scorso 31 luglio Alba Chiara Baroni, 20 anni, fu uccisa a colpi di pistola dal fidanzato con il quale non era più sicura di vole convivere, che a sua volta si tolse la vita. Il primo cittadino ha deciso di dimettersi di fronte a una comunità spaccata sulla sua proposta di ricordare il femminicidio. Il Sindaco aveva ricevuto dalla famiglia della ragazza la richiesta di ricordare l’uccisione di Chiara con una lapide, ma i cittadini di Tenno, che conoscono entrambe le famiglie, hanno preso posizioni divergenti. Motivo? Dalle interviste che abbiamo sentito in televisione, pare che siano solidali con entrambe le famiglie, come se le posizioni dei due ragazzi morti fossero uguali.
Ebbene, va detto molto chiaramente che non è così. La morte di due giovani non può non colpire, determina ovviamente sofferenza analoga nelle due famiglie, ma sia come cristiani che come cittadini non possiamo non sottolineare che Chiara è stata uccisa dal fidanzato, un ragazzo che ha deciso la morte per entrambi, e non propriamente per amore.
Il femminicidio, in questo caso come in tutti gli altri, non è un atto di amore, ma di prevaricazione, nel quale il bisogno di possesso, di dominio di uno sull’altra è talmente forte da spingere l’uomo, il compagno, il fidanzato, il marito, a comportamenti estremi. Non ci stancheremo mai di ripetere che la violenza sulle donne, specie nel momento in cui decidono di non condividere più la vita con un uomo che è stato fino a quel momento il loro uomo, è un atto di affermazione maschilista del dominio dell’uomo sulla donna, non un atto di amore. Amore è volere il bene e la felicità dell’altro. In che cosa il femminicidio è volontà di bene e felicità della donna che si uccide?
Sono ancora troppe le donne che accettano la violenza che viene esercitata su di loro nella speranza di un cambiamento: l’uomo che picchia, che usa la violenza, che arriva ad uccidere non cambierà, perché non ama la donna ma solo se stesso. Questo atteggiamento interiore è il frutto di una cultura che per secoli ha voluto la donna al servizio dell’uomo, strumento di piacere, forno per produrre figli, custode dell’onore della famiglia. Dov’è l’amore in tutto questo? Viene in mente una analogia corale: i morti repubblichini di Salò e i morti partigiani. Tutti sono morti, a tutti va la nostra pietà, ma il giudizio sulle loro scelte e sulle loro azioni non può che essere profondamente diverso. Per questo ricordiamo il sacrificio dei partigiani, anche con lapidi e cerimonie, e lasciamo a Dio il giudizio sui repubblichini.
Perciò siamo totalmente dalla parte del Sindaco Gianluca Frizzi, che ha avuto il coraggio di sottolineare la differenza fra i due giovani morti. E non lo ha fatto per onorare una famiglia e offendere l’altra, ma perché sul femminicidio non si può tacere, perché è necessario cambiare la cultura patriarcale e paternalistica della sopraffazione in una cultura di vera eguaglianza, in cui le scelte delle donne, anche se dolorose per i loro compagni, vanno accettate e rispettate perché fatte da persone che hanno il pieno diritto di decidere di se stesse, di decidere chi amare e con chi stare.
Perciò invitiamo i cittadini e i consiglieri comunali di Tenno, a meditare sulle loro posizioni. La pietà per una tragedia che ha colpito due famiglie non può e non deve nascondere la verità dei fatti e la forza dei diritti.
E se qualcuno pensa che la posizione di un cristiano non dovrebbe essere così netta, che in questo modo siamo divisivi, ricordiamo che anche Gesù ha voluto essere divisivo (Mt. 10, 34-36; Mc. 13,12) per affermare i valori della Giustizia e dell’Amore. Ricordiamo anche la lettera alla Chiesa di Laodicea (Ap. 3,15-16): ”Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh, fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca”. Bisogna scegliere da che parte stare e chi non sceglie è complice del male. Perciò mettete la lapide a ricordo di Alba Chiara, e lasciate a Dio il giudizio sul suo uccisore.

Marta Torcini

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