UN CONGRESSO CARICO D’ODIO

Il Decano della Chiesa Protestante Unita Panerini sul Congresso delle famiglie di Verona: «Dove c’è amore, lì c’è Dio»

«Si rimane sempre dolorosamente sorpresi da come alcuni esseri umani prendono la Parola di Dio, che è Parola di amore per tutti e tutte, e la bestemmiano nella maniera più abietta». E’ questo il primo commento che il Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita – Rev. Andrea Panerini – dedica al «Congresso mondiale delle famiglie» che si terrà dal 29 al 31 marzo prossimi a Verona, organizzato da sigle dell’intolleranza confessionale e da politici vicini al clerico-fascismo. «Sono stato incaricato dal nostro Concistoro nazionale (l’organismo nazionale esecutivo della Chiesa Protestante Unita, ndr) di esternare tutta la nostra disapprovazione per iniziative come questa – prosegue Panerini – che spaccano la società, seminano odio e discriminazione senza indicare l’unico vero nemico delle famiglie – che siano “tradizionali”, arcobaleno o di altro tipo – ovvero il sistema capitalistico in cui ci troviamo, un sistema che è contro qualunque valore religioso o laico di amore e solidarietà. Dove c’è amore, lì c’è Dio – conclude il Decano della Chiesa Protestante Unita – che si tratti di una coppia eterosessuale, omosessuale, unigenitoriale o di altro tipo. Il Dio che si è incarnato in Gesù Cristo non guarda la “tradizionalità” del rapporto ma l’amore fecondo che esiste tra le persone e la loro fede in un Creatore che ama indistintamente tutte le sue creature».

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1 thought on “UN CONGRESSO CARICO D’ODIO

  1. Nella società contemporanea non possiamo più parlare di un solo tipo di famiglia, ma di molti tipi di famiglia, un fenomeno di cui, piaccia o non piaccia, dobbiamo prendere atto. Cambia la società, cambiano le persone, fanno scelte diverse, imparano a riconoscere i loro bisogni e a cercare le soluzioni più adatte. La nostra Costituzione dice che la famiglia è fondata sul matrimonio e forse i Padri fondatori pensavano solo alla famiglia tradizionale, ma hanno lasciato aperta la porta per evoluzioni future che si stanno realizzando. Il matrimonio è una istituzione civile (non religiosa, Gesù non ha fatto del matrimonio un sacramento) che può essere applicata a ogni forma di famiglia.
    I cristiani invece, usando la Scrittura come loro guida, devono domandarsi cos’è che fa di un insieme di persone una famiglia. La Scrittura dà molti esempi, ma sono esempi di società arcaiche, adatte a tempi profondamente diversi dai nostri. L’elemento accomuna famiglie antiche e contemporanee è solo uno: l’amore che lega le persone che la compongono.
    Ne concludo che anche per un cristiano esiste una sola famiglia, e cioè il gruppo che si definisce tale e che è legato da forti relazioni di amore, solidarietà, assistenza reciproca, rispetto e uguaglianza. Indipendentemente dal fatto che sia formata da un uomo e una donna, due uomini o due donne, con figli o senza, adottati o naturali. Il resto è del tutto irrilevante.

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