Volto Santo di Manoppello: la straordinaria Reliquia che pochi conoscono

Pochi sanno che in una cittadina nascosta dell’Abruzzo, Manoppello, si trova una delle più note e importanti reliquie cristiane, rappresentante nientemeno che il Sacro Volto. Numerosi studi recenti hanno poi ipotizzato che questo possa rappresentare il famoso Velo della Veronica. 

Si tratta del Volto Santo di Manoppello, una straordinaria testimonianza cristiana conservata nell’omonima cittadina di Manoppello, in provincia di Pescara, e precisamente nella Basilica del Volto Santo. Un posto assolutamente unico, che è possibile visitare ad esempio soggiornando nella natura incontaminata delle campagne circostanti il borgo di Manoppello, o scegliendo una casa vacanza nella vicina Roseto degli Abruzzi.

Volto Santo
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Il Volto Santo è infatti una raffigurazione del volto di Gesù Cristo, costituita da un sottile velo che ritrae l’immagine di un viso maschile con i capelli lunghi e la barba, ritenuto corrispondente al volto fisico di Cristo. Il telo è formato da fili ondeggianti e di semplice struttura, e misura 17 x 24 cm. L’immagine, la cui tonalità è sul marrone, è visibile allo stesso identico modo da entrambe le parti del velo, ma un primo aspetto straordinario è che non si riscontrano residui o pigmenti di colore. Gli occhi della figura maschile guardano con grande intensità di lato e verso l’alto, mentre il volto presenta segni di sofferenza, insieme a rigonfiamento innaturale di una guancia e alla bocca particolarmente gonfia. Le due guance sono quindi asimmetriche e dagli occhi traspare il bianco del globo oculare sotto l’iride.

Il Velo della Veronica si trova in Italia?

Per parlare di questa ipotesi, tuttavia, bisogna ricordare che la Veronica non compare nei Vangeli canonici, ad eccezione del passo in cui compare una donna miracolata dopo avere toccato il mantello di Gesù. L’episodio è narrato nel Vangelo di Marco, al capitolo 5, versetti 25-34, ma non viene reso noto il nome di questa anonima, descritta come l’emorroissa, termine derivante dal greco e che significa “che perde sangue”. Questa reliquia ad oggi ha un’origine ignota e giunse a Manoppello nel 1506. Si narra che a trasportarla sia stato uno sconosciuto pellegrino, scomparso senza lasciare traccia dopo la consegna del Volto al medico Giacomo Antonio Leonelli.

Gli studi che sono stati fatti su di essa arrivano tuttavia in epoca particolarmente recente. Fu il gesuita Heinrich Pfeiffer, docente di Iconologia e Storia dell’Arte Cristiana alla Pontificia Università Gregoriana salito in cielo nel 2021, ad identificare negli anni Ottanta dello scorso secolo la reliquia con il Velo della Veronica, in un primo momento collocato all’interno della cattedrale di San Pietro, poi scomparso. I dettagli riportati, tra cui taglio dei capelli, barba, conformazione viso, tracce di sangue, sono tutti perfettamente rintracciabili nella reliquia del Volto Santo di Manoppello. Le ricerche di Suor Blandina Paschalis Schloemer avrebbero poi riscontrato una totale sovrapponibilità a La Sacra Sindone, i cui lineamenti del Sacro Volto sono gli stessi.

Dall’aspetto ovale e asimmetrico ai capelli lunghi con un ciuffo sulla fronte, l’unica differenza è negli occhi, che nella Sindone, in cui Cristo è morto, sono chiusi, nel Volto Santo di Manoppello sono aperti. Il che farebbe pensare a una sorta di Cristo “redivivo”. Ciò testimonia una connessione, se non provata, sostanzialmente certa. Le prime analisi in epoca recente risalgono al 1997, quando il professore Donato Vittori, dell’Università di Bari, riscontrò la scoperta particolarmente sconvolgente. Dopo un esame ai raggi ultravioletti si scoprì che le fibre del Velo non presentano nessun tipo di colore, che cioè l’osservazione al microscopio mostra che sul telo non c’è alcun dipinto, né tessuto né con fibre colorate. Tecniche fotografiche hanno mostrato che l’immagine appare sostanzialmente identica in entrambi i lati del velo, quasi come se fosse una diapositiva.

Volto Santo
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La visita di Benedetto XVI al santuario nel 2006 ha catalizzato l’attenzione del mondo intero su questo Volto, “il cui sguardo misterioso non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli”, facendo diventare Manoppello meta di pellegrini di ogni parte del mondo. La festa del Volto Santo è stata tuttavia istituita nel 1703, e ha luogo la terza domenica di maggio, giorno in cui il velo lascia il Santuario e in processione solenne raggiunge la chiesa di San Nicola a Manoppello, mentre lungo il tragitto il reliquiario viene sommerso da una pioggia di petali di rose. Ma a testimoniare che la famosa reliquia si trovasse precedentemente a Roma, dove nell’Anno Giubilare del 1300 divenne una delle “Mirabilia urbis”, e che era ben nota già nel corso di molti secoli addietro, sono le parole di Dante Alighieri, di cui ne parla nel canto XXXI del Paradiso: “Qual è colui che forse di Croazia,/ viene e a veder la Veronica nostra,/ che per l’antica fama non si sazia,/ ma dice nel pensier,/ fin che si mostra:/ Signor mio Gesù Cristo,/ Dio verace/ or fu fatta la sembianza vostra?” (Versi 103-111).

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