I paladini della giustizia Ferragnez ne combinano un’altra: arrivano tardi al museo lasciando fuori le altre famiglie

Chiara Ferragni e suo marito Fedez nella bufera per un privilegio a discapito di altra gente che ha indignato non solo i discriminati ma anche l’opinione pubblica sul web.

Essere VIP, acronimo di “very important person” fornisce dei privilegi spesso non dovuti a meriti o qualità ma semplicemente al successo raggiunto, alla fama, al denaro posseduto.

Ferragnez vivta privata museo indignazione
Famiglia Ferragnez al Museum of Dreamers – Photo web source

Autoniminatasi Ferragnez, la coppia composta da Fedez e Chiara Ferragni fa parlare di sé anche stavolta. La vicenda è accaduta qualche giorno fa a Milano, dove vivono con i due figli, Leone e Vittoria.

Insieme ai bambini e ad alcuni amici  il cantante e l’influencer hanno deciso di visitare il Museum of Dreamers in cui è possibile immergersi in una realtà che rievoca il mondo dei sogni attraverso 15 installazioni. Dopo aver prenotato una visita privata con l’intento forse di fuggire i followers o soltanto per usufruire di possibilità diverse da quelle della gente comune, chissà, al momento dell’arrivo sono stati fatti entrare.

Le altre persone però, comprese le famiglie con bambini presenti, nonostante avessero già pagato il biglietto non hanno avuto accesso al museo e gli è stato proposto di attendere fuori.

La reazione della gente

Ovviamente la cosa non ha lasciato indifferenti e ha suscitato rabbia e indignazione sia tra gli interessati da quella che a tutti gli effetti è parsa come una discriminazione e come un atto di mancanza di rispetto sia tra chi ha commentato la notizia sui social e in generale sul web.

Ferragnez visita privata museo indignazione
Chiara Ferragni al Museum of Dreamers – Photo web source

È proprio la mancanza di rispetto, in questo caso da parte degli operatori del museo che hanno consentito che senza un’esigenza  stringente o un particolare e comprensibile motivo, alcune persone potessero avere un vantaggio a discapito di altri. Nonostante il museo abbia poi rimborsato ci visitatori rimasti fuori, la polemica non si è spenta. È giusto e da considerare normale che solo perché si è famosi e influenti economicamente si possa scavalcare gli altri senza rispetto per le altrettanto legittime esigenze e desideri altrui?

Tutto questo fa ancor più riflettere se i protagonisti in questione sono coloro che sostegnono di lottare per i diritti di tutti ergendosi a paladini. Ma si sa, i diritti che amano sostenere sono i cosiddetti diritti civili, impegnati in lotte di sostegno all’aborto, alla teoria del gender, all’eutanasia, che fanno in nome di una fantomatica uguaglianza e un rispetto che in fondo non è vero, impregnato tutto com’è di menzogna e falsità.

Funziona così, sono cose che accadono al tempo in cui numero di like e followers contano tanto da rappresentare un lavoro che fa arricchire e ottenere questi e altri privilegi. Ma certamente la grande indignazione riscontrata testimonia che non c’è una completa assuefazione a tutto questo e che il senso di giustizia e di rispetto, quello umano, sano e non offuscato da finzioni c’è sempre ed emerge comunque.

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