26 May 2022

Due italiani su tre sono pro digital

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Cittadini e operatori sanitari sono pronti alla trasformazione digitale. Alta anche la richiesta di territorialità. Sileri: «Solo possedendo numeri reali è possibile programmare correttamente e impostare le politiche pubbliche più opportune»

Investimenti, digitalizzazione, territorialità e diritto alla salute. Su questi 4 temi cardine della sanità, LS Cube in collaborazione con YouTrend/Quorum nell’ambito del progetto “Net-Health Sanità in Rete 2030” ha condotto un’”intervista tripla” mettendo a confronto le opinioni di cittadini, politici e operatori sanitari. Obiettivo: fornire alle istituzioni una visione generale e prospettica di come gli italiani immaginano la sanità e quali sono per loro i bisogni primari da soddisfare.

Dall’indagine emerge che un cittadino su 3 sente la necessità di una sanità più capillare sul territorio, in linea con quanto espresso dalle regioni e raddoppiato per i parlamentari. Quasi un italiano su 2 ritiene che la pandemia abbia evidenziato l’inefficienza del Ssn, mentre per le Regioni il Covid ha sottolineato l’eccessiva decentralizzazione della sanità, e per gli operatori del settore una mancanza di organizzazione a livello ospedaliero e territoriale. Due cittadini su tre si dicono preparati alla digitalizzazione in sanità, così come gli operatori sanitari, mentre la politica non ne è del tutto convinta: circa la metà dei parlamentari e dei rappresentanti delle Regioni pensa che gli italiani siano solo “abbastanza” pronti alla gestione digitale dei dati sanitari. Tutti invece concordano nel ritenere che la salute sia tra le principali priorità sulle quali investire.

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