UN FRATE TEDESCO TRA GLI ARTISTI

FIRENZE – È iniziato lo scorso 25 aprile a Firenze, con una visita guidata allo Spedale degli Innocenti dal titolo “Un frate tedesco nella Firenze degli artisti: Martin Lutero agli Innocenti”, la terza sessione del convegno internazionale “Le arti e l’ecumenismo cosa rischia la teologia nella creazione artistica“.
Organizzato in occasione del Cinquecentenario della Riforma protestante per iniziativa del “Centro ecumenico per l’arte e la spiritualità Monte Tabor” con sede a Barga (Lucca) e a Orleans (Massachussets, USA), il simposio ha già fatto tappa in Francia, a Parigi, presso l’Institut Catholique (12-13 maggio) a Strasburgo, presso la Facoltà di teologia protestante (19-20 maggio), e in autunno si sposterà negli Stati Uniti a New Haven, presso l’Università di Yale (10-11 ottobre), e a Orleans, presso la Community of Jesus (27-29 ottobre).
Mentre a Strasburgo l’attenzione si è concentrata sull’apporto della Riforma a una teologia delle arti, la sessione fiorentina, spiegano gli organizzatori “recupera la testimonianza del passato: dell’icona orientale e della ‘nuova’ arte creata a Firenze all’epoca di Arnolfo di Cambio e Giotto, che si dissociava dal precedente stile bizantino, articolando un linguaggio visivo aperto alla teologia occidentale dei secoli XIII, XIV e XV”.
Temi chiave della sessione fiorentina sono: il senso dell’arte della Chiesa d’Oriente; il senso del nuovo naturalismo fiorentino del tardo medioevo; la ridefinizione dell’arte e del ruolo dell’artista nel Rinascimento; l’arte della Riforma e della Controriforma; il ruolo dell’architettura nell’identità ecclesiale.
A Firenze, a fare gli onori di casa sarà mons. Timothy Verdon, storico dell’arte e direttore dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Proprio nel Museo dell’Opera del Duomo verrà allestita una mostra degli artisti Susan Kanaga, americana e protestante, e Filippo Rossi, italiano e cattolico.

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