C’È ANIMALISMO E «ANIMALISMO»

Può un partito politico essere davvero animalista?

Forse sembrerà strano che un quotidiano cristiano si occupi di partiti e animalismo, ma va chiarito subito che per noi cristiani nessun argomento è da escludere. Tutti facciamo politica (anche le Chiese) e i partiti sono l’espressione istituzionale degli orientamenti delle persone, orientamenti che noi vorremmo cristianamente ispirati. Perciò le Chiese è giusto che si occupino di politica e di partiti, non per interferire nella vita della politica con inopportune pressioni su dirigenti di partito, parlamentari e personaggi con vari livelli di influenza, ma per offrire ai credenti (e magari anche ai non credenti) argomenti di discussione e strumenti di valutazione.
Ciò premesso vorremmo fare una riflessione sul neonato «Movimento Animalista» che ha partecipato, autonomamente o in appoggio alle liste di Forza Italia, alle recenti elezioni amministrative.
Come chiesa che si propone fra le sue attività quella di sensibilizzare verso la vita e i diritti degli animali, così come le Scritture ci insegnano a fare, siamo ben contenti che vi sia un Movimento che si propone la difesa della vita degli animali con una visione così ampia e globale: dal maltrattamento all’opzione di alimentazione vegetariana e vegana, repressione dei comportamenti violenti verso gli animali, abolizione della vivisezione, dei circhi con animali, della caccia e contro le pellicce e così via.
Tuttavia non possiamo non fare qualche riflessione.
Dobbiamo prendere atto che il Movimento è nato sotto il segno e in appoggio ad un partito, Forza Italia, che non condivide certo molti valori cristiani. Michela Brambilla e Silvio Berlusconi, i cofondatori del Movimento, sono noti per le loro posizioni contrarie all’accoglienza dei migranti senza discriminazioni, favorevoli e supporters del sistema economico capitalistico così come si sta sviluppando in questa epoca di liberismo esasperato e privo di controlli. Sappiamo quali sono le posizioni di Berlusconi e la sua concezione dell’eguaglianza fra uomini e donne (ricordate il suo invito alle ragazze a trovarsi un marito ricco?), la posizione di Forza Italia sui diritti dei lavoratori e il sistema di welfare per i più poveri e per le famiglie in difficoltà economiche. Le sue proposte contro la povertà sono una forma di «carità di Stato» limitata e indifferente, anzi addirittura ostile, ad una redistribuzione del reddito attraverso la tassazione alta per i più ricchi. Credo che nessuno possa contestare che queste sono le posizioni di Forza Italia, che cerca alleanze con la Lega di Matteo Salvini, il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e il PD con i suoi alleati nella corrente rappresentata dal commercialista Verdini e altri.
E allora vediamo i rischi del Movimento Animalista attraverso una domanda: potrà il Movimento restare coerente con i propri obiettivi quando sulla vivisezione si troverà in scontro con gli interessi delle grandi multinazionali del farmaco? Quando con la posizione a favore del vegetarismo e veganismo e contro gli allevamenti intensivi si troverà in scontro con le grandi aziende del cibo (per intenderci tutte quelle che producono a livello industriale carne e pesce in scatola, latte in polvere, salumi e formaggi, carne di tutti i tipi)? Quando prendendo posizione contro le pellicce si troverà in scontro con le multinazionali della moda, che usano le pellicce persino per guarnire borse e portafogli? Quando per difendere l’ambiente contro caccia e speculazione edilizia si troverà in scontro con imprese costruttrici, industrie degli armamenti, le mafie che purtroppo infiltrano tutti i settori della nostra economia? Riuscirà a restare coerente e fermo?
Non vogliamo ovviamente anticipare giudizi su un Movimento che è appena agli inizi, ma non possiamo non sottolineare che certe posizioni a favore degli animali e dell’ambiente sono in rotta di collisione con una visione capitalistica della società.
E’ una questione di formazione culturale, impostazione mentale, idealità da difendere. In una visione cristiano-sociale del mondo il profitto non può essere MAI al primo posto, mentre nella visione dei partiti che abbiamo citato è proprio il profitto ad essere al primo posto, insieme a produttività, sviluppo senza limiti, discriminazione fra cittadini e stranieri (al punto da negare agli immigrati irregolari le cure mediche gratuite nei nostri ospedali: ricordiamo che proprio queste forze politiche hanno preteso – senza successo, in quanto richiesta incostituzionale – che i medici denunciassero gli irregolari che chiedono cure mediche?).
Recentemente ho sentito animalisti di indubbia serietà, preparazione e coerenza, affermare che sono disposti a lavorare e collaborare con chiunque difenda gli animali: l’animalismo è trasversale, i sentimenti verso gli animali superano gli schieramenti partitici.
Verissimo, ed è anche possibile che, su singole iniziative, si possano trovare uniti tutti gli animalisti, indipendentemente dalle loro posizioni politiche.
Ma non possiamo non chiederci fino a che punto questo è possibile.
Il «Movimento Animalista» dichiara che parteciperà a tutte le elezioni. Ebbene, così come il movimento dei Verdi, o il movimento 5 Stelle, un movimento che partecipa alle elezioni è, necessariamente, un partito politico, che non può non prendere posizione anche su molti altri temi oltre l’animalismo, dalla politica estera alle scelte economiche che condizioneranno la vita del Paese per molti anni, alle scelte etiche su matrimonio egualitario, procreazione assistita e pratiche sul fine vita.
Recentemente il nostro quotidiano ha pubblicato un articolo sulle imprese che finanziano e partecipano ai Gay Pride, affermano di sostenere i diritti civili, ma poi trattano i loro lavoratori come schiavi, negando loro i diritti fondamentali come quello ad una retribuzione sufficiente, proporzionata al lavoro svolto, alla assistenza sanitaria e alla previdenza. Noi come cristiani pensiamo davvero che tutto questo possa essere riportato ad una condotta politica coerente e forte nella difesa di obiettivi sensibili e difficili come l’animalismo?
E’ ben vero che le forze politiche che sostengono i diritti dei lavoratori, dei migranti, dei più deboli fra i membri della nostra società, non hanno sempre dimostrato particolare interesse per animali e ambiente, e che spesso non troviamo traccia di questi argomenti nei loro programmi. Ma questa triste constatazione non cambia il fatto che certamente la loro visione è quella di un modello di società più giusta, sia a livello nazionale che internazionale, rivolta alla pace piuttosto che agli armamenti, al benessere di tutti attraverso una economia volta non allo sviluppo infinito e allo sfruttamento delle risorse naturali fino ad esaurimento, ma ad una economia rispettosa dei bisogni delle persone, delle comunità sociali in ogni parte del mondo, contro una globalizzazione divoratrice di ogni individualità. Per realizzare tale modello, quelle forze politiche non possono prescindere da serie considerazioni sulla difesa dell’ambiente naturale dal quale dipende la nostra vita (ci piaccia o meno nessuna somma di denaro potrà mai soddisfare la nostra necessità di cibo, acqua pulita, aria respirabile, che l’ambiente ci garantisce attraverso processi naturali millenari), e conseguentemente sulla biodiversità, il mantenimento delle specie viventi (di cui conosciamo solo in piccola parte il ruolo nel mantenimento degli equilibri ecologici), i diritti degli animali, come specie e come individui.
Per quanto vi sia una preoccupante diminuzione del tasso di saggezza e conoscenza, onestà e senso del servizio alla comunità nei reggitori delle sorti del mondo, le forze che si ispirano ad un ideale di società più giusta sono per noi cristiani, anche per quanto riguarda la difesa di ambiente e animali, molto più affidabili.
Crediamo che le domande che abbiamo posto e le osservazioni che abbiamo fatto necessitino una riflessione e risposte meditate alla luce dei valori evangelici di fratellanza, rispetto vero per la vita di umani e altri animali, cura dell’ambiente come patrimonio che non ci appartiene ma che ci è stato consegnato, non come padroni che possono fare quello che vogliono, ma come amministratori della Creazione divina, da rendere a Dio così bella e pura come Lui ce l’ha consegnata, rendendo il conto delle nostre azioni e dell’uso che abbiamo fatto di tutto quello che ci è stato affidato e dei nostri comportamenti verso gli altri viventi.
E’ urgente che tutti noi prendiamo posizioni chiare, non categoriche e rigide, ma fondate su idee forti, valori condivisi e irrinunciabili, sui quali basare il nostro agire, senza pregiudizi, ma anche senza compromessi inaccettabili. Ne va della nostra credibilità di cristiani che, nello sforzo di seguire la Parola e diffonderla, danno testimonianza della loro fede.
Perciò riteniamo giusto invitare tutti ad una riflessione sul ruolo che organizzazioni come il «Movimento Animalista» possono avere: se coerente con i valori che abbiamo appena indicato, o come strumento per attirare voti a favore di politiche decisamente in conflitto con tali valori.

Marta Torcini
m.torcini@lapaginacristiana.it

1 Trackback / Pingback

  1. UN’ANIMALISTA CI SCRIVE: IL CRISTIANESIMO NON PUÒ ESSERE ANIMALISTA, LA SINISTRA HA FALLITO – LA PAGINA CRISTIANA

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*